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Venezia, fino al 3 novembre “Da Tintoretto allo Spazialismo”

Tintorettodi Emilio Campanella

E’ sicuramente un titolo ad effetto, ma è anche assolutamente il salto  temporale che lega due grandi artisti a distanza di cinque secoli nella mostra “VEDOVA TINTORETTO”, ospitata dalla Scuola Grande di San Rocco a Venezia, dove rimarrà aperta al pubblico sino al 3 Novembre e che nasce dalla collaborazione tra l’Arciconfraternita e la Fondazione Emilio ed Annabianca Vedova.

Chi conosce il luogo ne ha presente la sontuosa ed al tempo stesso raccolta bellezza, il perfetto connubio fra le architetture ed i Teleri di Jacopo Robusti. Con molta discrezione, ed altrettanta forza di contrasto, i curatori (Germano Celant e Stefano Cecchetto) hanno sistemato otto grandi pannelli di Vedova, in alto,  sospesi al centro del soffitto della sala del piano terreno, creando un dialogo serrato fra questi e le opere del Padrone di Casa, ed imponendo un inevitabile raffronto visivo che rileva lo strettissimo legame fra il pittore del XX° secolo con quello del XV°.

Salendo le scale, sul ballatoio sono state sistemante due piccole sculture corrusche come certe drammaticissime tele di Tintoretto, e nel salone del primo piano alcuni studi di Vedova da tematiche di Robusti e lo straordinario Ciclo 62 (B3) di fronte alla Visitazione di Tintoretto. Una magnifica occasione per rivedere questo luogo straordinario (l’ultima volta, per me, era stato in occasione della lavorazione di TUTTI DICONO I LOVE YOU di Woody Allen) detto da alcuni : La Cappella Sistina di Tintoretto, accanto ad uno dei massimi pittori italiani del Novecento.

 

 

 

 

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©emiliocampanella 2013
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