La sua colpa? Avere dipinto Putin e Medvedev in abiti femminili succinti, in una caricatura che è valsa al dipinto la rimozione dal museo che lo ospitava a San Pietroburgo. L’uomo era già stato visitato dalle forze fedeli a Putin che lo avevano accusato di “estremismo”.
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Kostantin Altunin è quindi volato a Parigi dove ha inoltrato petizione di asilo politico: con quest’ultima azione Putin e la sua cricca hanno chiarito definitivamente il ritorno della Russia alla repressione degna della peggior Unione Sovietica, iniziata con gli assassini di giornalisti, la prigionia dei dissidenti, la persecuzione degli omosessuali e le accuse di estremismo agli artisti con rimozioni coatte delle loro opere dai musei nazionali.
Ci chiediamo fino a quando il resto del mondo, magari quello che del gas di Putin non ha bisogno, farà finta di nulla.
Silvestro Lega, dalla Patria alla luce
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